Buchi neri
“Il termine buco nero (black hole) è di origine molto recente. Esso fu coniato nel 1969 dal fisico americano John Wheeler come descrizione efficace di un’idea risalente ad almeno due secoli prima, epoca in cui c’erano due teorie della luce: una – quella preferita da Newton – diceva che la luce era composta da particelle, mentre secondo l’altra essa era costituita da onde. [...]Quando la stella si è contratta sino a un certo raggio critico, il campo gravitazionale alla sua superficie diventa così intenso che i coni di luce vengono piegati verso l’interno a tal punto che la luce non può più evadere nello spazio [...]. Secondo la teoria della relatività, nulla può viaggiare a una velocità superiore a quella della luce. Se quindi la luce non può sottrarsi a un buco nero, non ci riuscirà alcun’altra cosa; tutto viene trascinato all’indietro dal possente campo gravitazionale. Si ha dunque un insieme di eventi, una regione dello spazio-tempo, da cui non è possibile sfuggire per raggiungere un osservatore lontano. Questa regione è ciò che noi oggi chiamiamo un buco nero.”
Stephen W. Hawking, Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, Rizzoli, Milano, 1997, p. 108
Alla prossima discussione spero sempre così interessante, grazie IV AL
Dove sono?
Strano interrogativo non così scontato. Come promesso allego un documento non facile nel quale analizzo un racconto del filosofo D. Dennet che ho accennato in classe. Ho cercato di semplificare i passaggi ma rimane ugualmente di difficile comprensione e lettura. Provate a numerare le sole sequenza dei passaggi del racconto e magari disegnarle come un fumetto vedrette che magicamente tutto diventerà più chiaro.
dove-sono